La gestione passiva, o passive investing in inglese, è una strategia di investimento semplice ed efficace che mira a massimizzare il tuo rendimento minimizzando il tempo dedicato alla gestione del tuo portafoglio. 🧺
La gestione indicizzata, che consiste nell’investire in un ETF che replica un indice di borsa, è il modo più comune per realizzare un investimento passivo.
La gestione passiva si contrappone alla gestione attiva. L’obiettivo di quest’ultima è, al contrario, cercare di battere il mercato acquistando e vendendo titoli regolarmente. Quale metodo è più performante? Quando preferire l’uno o l’altro? Facciamo il punto su questi due concetti. 🧐
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La gestione attiva sotto accusa
La gestione attiva è il tipo di gestione tradizionalmente adottato dai professionisti. La stragrande maggioranza dei gestori di fondi di investimento (OICR – Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio) adotta questo metodo di gestione, che può essere praticato in vari modi. Ecco alcuni esempi:
- Lo stock picking, che consiste nel selezionare azioni a seguito di un’analisi contabile e commerciale dell’azienda. La crescita è soddisfacente? L’indebitamento non è troppo elevato? Tante domande a cui i gestori cercano di rispondere.
- La gestione globale-macro, che si basa su un’analisi delle grandi tendenze economiche. I gestori possono, ad esempio, tentare di anticipare le crisi e ridurre la loro esposizione alle imprese cicliche a favore di azioni difensive.
- Le strategie di arbitraggio, che sono soprattutto implementate dagli hedge fund. Queste mirano a trarre profitto da anomalie di mercato, spesso rilevate da algoritmi.
L’obiettivo di tutte queste tecniche di investimento è massimizzare il rendimento. Tuttavia, ci sono due problemi. Da un lato, questi fondi di investimento applicano commissioni elevate, spesso superiori all’1,5% annuo, a cui si aggiungono talvolta commissioni di performance e commissioni di ingresso. Insomma, tante spese che riducono il rendimento. Questo ci porta al secondo problema: gli studi accademici dimostrano che questi fondi battono molto raramente il mercato. Perché? Perché i mercati sono efficienti. 📉

L’efficienza dei mercati finanziari
L’efficienza dei mercati finanziari è un concetto reso popolare dall’economista Eugene Fama, premio Nobel nel 2013. I lavori di Eugene Fama hanno dimostrato che l’evoluzione dei mercati finanziari è in gran parte imprevedibile. È quindi vano cercare di batterli.
Non dimentichiamo inoltre che il prezzo di mercato di un’azione è il risultato dell’offerta e della domanda. Ora, quando un gestore vende un’azione, ci deve essere un altro gestore che gliela compra. E questi due professionisti non possono avere ragione entrambi! Ciò dimostra chiaramente che i gestori attivi, in media, non possono battere il mercato.
In definitiva, l’efficienza dei mercati tende a dimostrare che il prezzo di borsa di un’azione riflette il suo vero valore, tenendo conto delle informazioni disponibili in un dato momento.
Questa teoria è all’origine della gestione passiva. Perché pagare a un fondo l’1,5% di commissioni di gestione se il suo rendimento non è superiore a quello del mercato? 🤔
La gestione passiva
L’obiettivo della gestione passiva è catturare il rendimento del mercato riducendo al minimo i costi. Poiché i metodi di gestione attiva sono molto aleatori, l’idea è di agire su ciò che erode sicuramente il rendimento: i costi. 💰
Ci sono due modi per ridurre i costi:
- Ridurre il numero di transazioni. Infatti, ogni acquisto e vendita di azioni comporta costi di intermediazione.
- Automatizzare la gestione. Evitando di pagare un costoso team di gestori e analisti, puoi ridurre significativamente i costi.
E se pensi che l’1,5% di commissioni di gestione non sia così grave, non dimenticare che i costi si accumulano anno dopo anno. Per 100.000 euro investiti, ciò rappresenta oltre 16.000 € in 10 anni e più di 34.000 € in 20 anni! 💸
Implementare una gestione passiva con gli ETF
Gli ETF sono gli strumenti ideali per implementare una gestione passiva. Un ETF (Exchange Traded Fund) è un fondo di investimento quotato in borsa il cui obiettivo è replicare al meglio un indice di borsa. Un ETF FTSE MIB (l’equivalente italiano del CAC 40) investirà quindi automaticamente nelle 40 società del FTSE MIB. Gli ETF presentano numerosi vantaggi:
- Costi ridotti: considera meno dello 0,25% annuo per la maggior parte, contro l’1,5% per i fondi tradizionali.
- Trasparenza: sai in cosa investi poiché gli indici di borsa sono pubblici.
- Diversificazione: un ETF investe in diverse centinaia di aziende.
- Semplicità e liquidità: puoi acquistare o vendere un ETF istantaneamente e in pochi clic. ✅
Puoi investire in ETF attraverso un conto titoli, una polizza vita di tipo unit-linked o index-linked o anche tramite alcuni fondi pensione o Piani Individuali Pensionistici (PIP).
Sono qui per rispondere a tutte le vostre domande e commenti.