Il DAX (acronimo di Deutscher AktienindeX) è l’indice di borsa di riferimento in Germania. È composto da 40 delle maggiori società quotate alla Borsa di Francoforte, la più grande delle sette borse tedesche, che gestisce l’85% degli scambi azionari del paese. Il DAX da solo rappresenta oltre il 70% della capitalizzazione di mercato tedesca ed è una testimonianza, seppur parziale, del miracolo economico del dopoguerra, il Wirtschaftswunder.

Per comprendere appieno l’indice, tenete presente che il codice ISIN del DAX è DE0008469008 e il suo ticker è DAX.

Metodo di calcolo del DAX

Il DAX è gestito da Qontigo, una controllata della Deutsche Börse. Dal novembre 1997, il suo calcolo si basa sui prezzi delle azioni disponibili su Xetra, la piattaforma di scambio elettronico dei titoli della Borsa di Francoforte.

Come molti indici di borsa principali, il DAX è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato delle società che lo compongono. È importante notare che, nel suo calcolo, l’indice tiene conto solo delle azioni effettivamente negoziabili sul mercato (si parla di flottante).

Il valore dell’indice visualizzato su Xetra tiene conto dei dividendi ed è aggiornato ogni secondo dal 1° gennaio 2006. Quando si parla del DAX, si intende implicitamente la versione Total Return (che include i dividendi reinvestiti), sebbene esista anche una versione Price Return (che non li include), meno utilizzata nella pratica. A tal proposito, i confronti tra il DAX e altri indici europei possono essere fuorvianti: ad esempio, l’indice FTSE MIB, nella sua versione più comunemente citata, non tiene conto dei dividendi, mentre il DAX sì. Per un confronto pertinente, bisognerebbe utilizzare la versione Total Return dell’altro indice (ad esempio, FTSE MIB Gross Total Return).

Evoluzione a 40 aziende nel DAX

Nel giugno 2020, è emerso lo scandalo legato alla società Wirecard; l’azienda è stata accusata di aver falsificato i propri conti per il 25% del suo bilancio al fine di apparire più attraente agli occhi di investitori e clienti, causando un forte crollo dell’indice una volta scoperte le irregolarità.

In risposta a questo scandalo, il 24 novembre 2020, la Deutsche Börse ha annunciato un’estensione del DAX a 40 aziende a partire da settembre 2021, al fine di limitare le conseguenze di un eventuale fallimento di una singola impresa. Inoltre, la piazza finanziaria ha annunciato un rafforzamento delle regole di trasparenza per evitare che un evento simile possa ripetersi.

Storico delle performance del DAX

L’indice DAX è stato creato nel 1988, con un valore iniziale di 1000 punti. All’inizio del 2021, il suo valore era leggermente inferiore a 14.000 punti!

Il rendimento annuo dell’indice dalla sua creazione è del 6,41%. È importante ricordare che il DAX è un indice Total Return, che include i dividendi reinvestiti. Quando si confronta con altri indici, è cruciale verificare se anch’essi siano Total Return per un paragone equo. Ad esempio, se confrontato con un indice Price Return (che non include i dividendi) di un altro grande mercato europeo che ha un rendimento del 5,47%, il DAX sembrerebbe superiore. Tuttavia, la versione Total Return di quello stesso indice (come il CAC 40 GR) potrebbe mostrare un rendimento del 7,78%, quindi superiore al DAX, e con una volatilità potenzialmente differente (es. 21,33% per il CAC 40 GR contro il 22,16% del DAX).

Questo sfata in parte la convinzione che la borsa tedesca sovraperformi sistematicamente altri grandi mercati europei. Sebbene il PIL tedesco sia tra i più alti d’Europa, la concentrazione della capitalizzazione di borsa può variare da paese a paese. La capitalizzazione di borsa totale del DAX è di circa 1.000 miliardi di euro (dato approssimativo basato sul confronto originale che indicava il CAC40 a 2000 miliardi, il doppio del DAX).

Questo non significa che si debba puntare tutto su un singolo indice nazionale. La diversificazione del proprio portafoglio azionario deve rimanere la pietra angolare della propria strategia di investimento. 🧭

La composizione del DAX

Quali sono i criteri di selezione del DAX?

Per entrare a far parte del ristretto gruppo del DAX, un’azienda deve essere quotata alla Borsa di Francoforte, il che richiede un flottante minimo del 10% (cioè il 10% delle azioni della società deve essere quotato). La società deve inoltre rispettare i “Prime Standard”: deve pubblicare bilanci trimestrali e relazioni annuali certificate, in un’ottica di trasparenza.

Se questi criteri minimi sono rispettati, le aziende devono inoltre soddisfare almeno i seguenti criteri, aggiornati trimestralmente da settembre 2021:

  • La sede legale dell’azienda deve essere in Germania.
  • Le azioni dell’azienda devono poter essere scambiate continuamente su Xetra.
  • Le azioni dell’azienda devono essere tra le 200 più liquide su Xetra negli ultimi 12 mesi.
  • L’azienda deve aver avuto un bilancio positivo (EBITDA positivo) negli ultimi due anni.

L’indice pone grande enfasi sulla diversificazione e sul non concedere troppo peso a una singola azienda. Pertanto, il contributo di un’azienda all’indice è limitato a un massimo del 10%. Questo 10% rimane un limite indicativo; a maggio 2020, il peso della società Linde era dell’11,1%.

I criteri sopra elencati vengono riesaminati trimestralmente per mantenere (o includere) le aziende che rientrano tra le 25 maggiori capitalizzazioni di borsa tedesche e per escludere quelle che si trovano al di fuori delle prime 45. Si parla di Fast Entry/Exit. Altrimenti, le modifiche avvengono semestralmente, per includere le 40 (originariamente 30) maggiori capitalizzazioni di borsa.

Ripartizione settoriale del DAX

L’indice tedesco è molto diversificato, sebbene i beni di consumo ciclici e l’industria siano preponderanti. Seguono la finanza e le aziende tecnologiche tedesche.

Il grafico sottostante mostra la distribuzione dell’indice per settore di attività.

Le aziende di punta dell’indice

Tra le principali aziende dell’indice, troviamo alcune società tedesche ben note agli investitori italiani:

  • Siemens, conglomerato specializzato in energia, sanità, edilizia e industria, è una delle prime aziende dell’indice con un contributo significativo (nel testo originale era il 9,2% quando l’indice era a 30).
  • Allianz, il primo assicuratore d’Europa, si colloca tra le prime posizioni (originariamente 7,7%).
  • Bayer, il gigante farmaceutico, è anch’essa tra le prime posizioni (originariamente 4,6%).
  • Adidas è un’altra azienda di rilievo (originariamente 4,4%).
  • I costruttori automobilistici come Volkswagen, Mercedes-Benz (ex Daimler) e BMW hanno un peso importante nell’indice.

Troverete di seguito la composizione (esemplificativa, basata su dati storici quando l’indice era a 30 componenti, i pesi attuali possono variare) del DAX.

SocietàPeso (Esempio storico)
Linde10,1%
SAP9,3%
Siemens9,2%
Allianz7,7%
BASF5,6%
Daimler (ora Mercedes-Benz Group)5,4%
Bayer4,6%
Deutsche Telekom4,6%
Adidas4,4%
Deutsche Post3,8%
Infineon3,8%
Volkswagen3,5%
Münchener Rück (Munich Re)3,2%
Vonovia2,6%
BMW2,3%
Deutsche Börse2,2%
Deutsche Bank1,9%
RWE1,9%
E.ON1,7%
Merck KGaA1,6%
Delivery Hero (uscita dal DAX, esempio storico)1,4%
Henkel1,4%
Fresenius1,3%
Continental1,1%
Deutsche Wohnen (acquisita da Vonovia, esempio storico)1,1%
Fresenius Medical Care1,1%
Covestro0,9%
HeidelbergCement (ora Heidelberg Materials)0,9%
MTU Aero Engines0,9%
Siemens Energy0,5%
Composizione Esemplificativa dell’Indice DAX (basata su dati storici a 30 componenti, i pesi e le società attuali possono differire)

Nota: La tabella sopra riporta una composizione storica quando l’indice contava 30 membri. Con l’espansione a 40 membri, la lista e i pesi sono cambiati. Per la composizione attuale, si consiglia di consultare il sito ufficiale di Qontigo o della Deutsche Börse.

Come investire nel DAX?

Essendo il DAX composto da 40 grandi aziende, è piuttosto facile trovare strumenti che mirano a replicarne la performance.

Gli ETF

Per investire nel DAX, il primo strumento da considerare è un ETF (Exchange Traded Fund). Un indice di borsa non è, infatti, un veicolo di investimento di per sé. Al contrario, un ETF è un fondo di investimento il cui obiettivo è proprio quello di replicare la performance di un indice. È importante notare che è possibile investire in ETF tramite il proprio conto titoli, e talvolta anche attraverso alcune polizze vita di investimento (come le Unit Linked) o fondi pensione/Piani Individuali Pensionistici (PIP), verificando le opzioni disponibili.

I fornitori di ETF europei più rinomati, come Amundi, Lyxor (ora parte di Amundi) o Xtrackers (DWS), offrono ETF sull’indice tedesco. Analizzando le performance cumulative su periodi lunghi, ad esempio 5 anni, un ETF sul DAX offerto da uno di questi provider mostrerà un rendimento molto vicino a quello dell’indice stesso, al netto dei costi di gestione (TER), che sono generalmente bassi per gli ETF.

I prodotti derivati

Un’alternativa consiste nell’utilizzare prodotti derivati che hanno il DAX come sottostante. Un prodotto derivato è uno strumento finanziario il cui prezzo dipende direttamente da quello di un’attività sottostante. Tra i derivati più comuni sul DAX troviamo i futures e i CFD (Contratti per Differenza). Il vantaggio di questi prodotti è la possibilità di utilizzare l’ effetto leva. In altre parole, si può investire un capitale superiore alla propria puntata iniziale. 💸

Attenzione: L’utilizzo dei prodotti derivati comporta un’assunzione di rischio significativamente maggiore rispetto agli ETF. Si dovrebbero utilizzare solo se si comprende molto bene il loro funzionamento e i rischi associati, inclusa la possibilità di perdere più del capitale investito.

Quali sono le alternative al DAX?

L’MSCI Germany: un’alternativa più ampia?

Se si desidera investire sul mercato tedesco con una prospettiva più ampia, l’MSCI Germany può essere un’alternativa interessante. È calcolato secondo la metodologia MSCI ed è composto da un numero maggiore di aziende (tipicamente large e mid cap), coprendo circa l’85% della capitalizzazione di borsa tedesca aggiustata per il flottante.

La ripartizione settoriale dell’MSCI Germany è anch’essa equilibrata. Con un numero maggiore di aziende nel suo paniere, l’indice di MSCI può offrire uno specchio potenzialmente più fedele dell’economia tedesca nel suo complesso. È più diversificato e potrebbe quindi mitigare maggiormente i rischi legati al fallimento di una singola società rispetto a un indice con meno componenti.

Troverete presso i principali provider di ETF, come Amundi o Xtrackers, degli ETF che replicano la performance dell’MSCI Germany.

Lo STOXX Europe 600, per semplicità ed efficienza!

L’Euro STOXX 600 (o più correttamente lo STOXX Europe 600, che include anche paesi non-Eurozona come UK e Svizzera) è composto dalle 600 maggiori capitalizzazioni di borsa europee, indipendentemente dalla loro piazza di quotazione. Invece di comporre il proprio portafoglio azionario con gli ETF di ogni singolo paese europeo, si potrebbe considerare di acquistare direttamente un ETF europeo diversificato. Sarà molto più semplice e probabilmente meno costoso in termini di commissioni di transazione! 👍