Il CAC 40 è l’indice azionario di riferimento in Francia. È composto dalle 40 maggiori società per capitalizzazione quotate alla Borsa di Parigi (Euronext Paris). L’evoluzione del CAC 40 riflette quindi la performance borsistica delle principali multinazionali francesi. Tuttavia, l’indice standard non tiene conto dei dividendi distribuiti, a differenza della sua versione CAC 40 GR (Gross Return). 📈

La composizione dell’indice è determinata da Euronext Paris. Come la maggior parte dei grandi indici azionari, il CAC 40 è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato di ciascuna società (con alcune specifiche che vedremo più avanti).

Per identificare correttamente l’indice, è utile sapere che il codice ISIN del CAC 40 è FR0003500008, mentre il suo ticker (simbolo) è PX1. Per quanto riguarda il CAC 40 GR (Gross Return, ovvero con dividendi reinvestiti), i codici di riferimento sono QS0011131834 e il ticker PX1GR. 🇫🇷

Storico delle performance del CAC 40 e del CAC 40 GR

Il CAC 40 è stato creato il 31 dicembre 1987, con un valore base di 1000 punti. All’inizio del 2021, il suo valore si attestava intorno ai 5.600 punti, dopo aver toccato un massimo storico di quasi 7.000 punti nel 2000 (e superando successivamente anche gli 8.000 punti nel 2024, a dimostrazione della sua crescita nel tempo).

Dalla sua creazione, la performance annuale dell’indice CAC 40 standard (che, ricordiamo, non include i dividendi) è stata del 5,5%. Questa progressione potrebbe sembrare modesta se confrontata con altri indici borsistici internazionali. Ma attenzione: il CAC 40 standard non tiene conto dei dividendi versati dalle aziende che lo compongono! 💸

Per conoscere la sua performance reale, che include l’effetto dei dividendi, bisogna guardare al CAC 40 GR (Gross Return, o rendimento lordo), il quale considera i dividendi come se fossero reinvestiti. Il CAC 40 GR valeva quasi 25.000 punti all’inizio del 2024, il che si traduce in una performance media annua di circa il 9,1%! Il grafico sottostante mostra chiaramente la differenza di evoluzione tra i due indici (CAC 40 e CAC 40 GR) a partire dal 1987.

Ogni anno, i dividendi contribuiscono per circa un terzo alla performance complessiva del CAC 40 GR, e sul grafico si possono osservare chiaramente le conseguenze positive di questo fattore nel lungo termine.

La performance del 9,1% annuo del CAC 40 GR è associata a una volatilità storica superiore al 21%. Questo valore è significativamente più alto rispetto a quello dell’indice paneuropeo Stoxx Europe 600, la cui volatilità storica si aggira intorno al 17%. Il CAC 40 risulta quindi più rischioso, e questo confronto suggerisce l’importanza di una più ampia diversificazione del portafoglio.

A tal proposito, esaminiamo le performance indicative degli ultimi cinque anni (dati al 31 marzo 2021; Net Return in euro, forniti a titolo puramente esemplificativo e soggetti a variazioni):

  • Azioni francesi (CAC 40 GR): 60%, ovvero 9,8% annuo medio
  • Azioni svizzere (SMI): 65%, ovvero 10,5% annuo medio
  • Azioni tedesche (DAX): 47%, ovvero 8,01% annuo medio
  • Azioni olandesi (AEX): 80%, ovvero 12,47% annuo medio
  • Azioni americane (S&P 500): 100%, ovvero 14,8% annuo medio

Sebbene le azioni francesi non sfigurino rispetto a quelle dei paesi vicini, si notano comunque differenze significative, che possono variare dal semplice al doppio su un periodo relativamente breve come 5 anni.

Un portafoglio ben diversificato sarà quindi, tendenzialmente, meno rischioso e più performante nel lungo periodo! 🌍

Come investire nel CAC 40?

Se desideri investire nel CAC 40 dall’Italia, potresti teoricamente acquistare le singole azioni delle 40 aziende che lo compongono, rispettandone le proporzioni. Ma esiste un modo molto più semplice ed efficiente! Puoi utilizzare un ETF che replica il CAC 40 (qui ti forniamo una selezione di piattaforme dove trovarli).

Un ETF (Exchange Traded Fund, o tracker) è un fondo d’investimento quotato in Borsa che ha l’obiettivo di replicare la performance di un determinato indice azionario, come il CAC 40. È quindi un “paniere” di azioni che puoi acquistare e vendere tramite il tuo broker o la tua banca in un’unica operazione.

Il vantaggio principale degli ETF sono i loro costi di gestione generalmente molto contenuti. È importante notare che gli ETF che replicano il CAC 40 solitamente seguono la versione GR (Gross Return) o TR (Total Return), quindi includono l’effetto dei dividendi, che vengono reinvestiti automaticamente nel fondo (ETF ad accumulazione) o distribuiti periodicamente agli investitori (ETF a distribuzione). Per gli investitori italiani, è possibile acquistare ETF sul CAC 40 attraverso un normale conto titoli.

Gli ETF rappresentano certamente una delle scelte più indicate se desideri investire sul CAC 40 a lungo termine, specialmente se prediligi una strategia di gestione passiva. Ma non è l’unica opzione.

Per strategie di investimento a breve termine o più speculative, alcuni investitori utilizzano strumenti come i futures sull’indice CAC 40 o i CFD (Contratti per Differenza). Questi prodotti derivati permettono di esporsi all’andamento dell’indice e offrono la possibilità di utilizzare l’effetto leva (amplificando guadagni e perdite). È fondamentale sottolineare che si tratta di un approccio intrinsecamente più rischioso e complesso. A meno di possedere un’eccellente padronanza di questi strumenti e una forte propensione al rischio, è generalmente sconsigliato. 🎲

Desideri mettere in atto una strategia d’investimento efficace? Trova la nostra guida per investire in borsa passo dopo passo. 🧐

Quali sono le alternative al CAC 40 per un investitore italiano?

La capitalizzazione di mercato del CAC 40, sebbene significativa, rappresenta solo una frazione del mercato azionario globale (circa il 3% della capitalizzazione mondiale, dato soggetto a fluttuazioni). Per un investitore italiano, limitarsi a un solo indice nazionale, sia esso il FTSE MIB o il CAC 40, potrebbe non essere la strategia ottimale per la gestione dei propri investimenti azionari, data l’importanza della diversificazione geografica.

Gli indici europei più ampi

L’Euro Stoxx 50 e lo STOXX Europe 600 sono i due principali indici che offrono un’esposizione più ampia al mercato azionario europeo. Sono composti rispettivamente dalle 50 e dalle 600 maggiori capitalizzazioni borsistiche del continente europeo (o dell’Eurozona per l’Euro Stoxx 50). Questi indici sono quindi intrinsecamente più diversificati rispetto a un singolo indice nazionale come il CAC 40, proteggendo maggiormente da rischi specifici legati a un singolo paese.

Dal nostro punto di vista, per un investitore che cerca una diversificazione europea all’interno di un portafoglio di gestione indicizzata, lo STOXX Europe 600 è generalmente da preferire per la sua maggiore ampiezza.

Raccomandiamo di non limitare i propri investimenti al solo CAC 40 (o a un singolo indice nazionale) per ottenere una buona diversificazione. Te ne parliamo di più nella nostra guida per costruire un portafoglio di ETF diversificato. 💡

Altri indici francesi minori: CAC PME e SBF 120

In Francia, a seguito del lancio del PEA PME (un piano di risparmio azionario francese fiscalmente agevolato, dedicato alle Piccole e Medie Imprese), la Borsa di Parigi ha creato un indice specifico composto da PMI francesi idonee: il CAC PME. Esistono anche ETF che replicano il CAC PME, permettendo ai residenti francesi di investire facilmente in questo segmento di mercato tramite il loro PEA PME. Questo è particolarmente rilevante per gli investitori francesi per sfruttare i vantaggi fiscali di tale strumento.

L’SBF 120 è un altro indice della Borsa di Parigi, costituito dalle 120 maggiori imprese francesi per capitalizzazione e liquidità (include le 40 del CAC 40 più altre 80). In Francia, serve generalmente come riferimento per l’idoneità di un’impresa al SRD (Service de Règlement Différé), un meccanismo della borsa francese che permette di negoziare con regolamento differito, consentendo l’uso della leva finanziaria o la vendita allo scoperto. Non esistono ETF ampiamente diffusi e facilmente accessibili agli investitori italiani che replichino specificamente l’SBF 120.

Qual è la composizione del CAC 40?

La ponderazione del CAC 40

La ponderazione dell’indice segue un criterio matematico: il peso di ciascuna società è proporzionale alla sua capitalizzazione di mercato flottante. Per “flottante” si intende il valore delle azioni che sono effettivamente quotate in borsa e liberamente disponibili per la negoziazione da parte del pubblico. Infatti, non tutte le azioni emesse da una società quotata sono necessariamente scambiate sul mercato; una parte può essere detenuta stabilmente da soggetti privati (come i fondatori o le loro famiglie), da fondi di investimento con partecipazioni strategiche, o persino dallo Stato. Ad esempio, storicamente, una quota significativa del capitale di Peugeot (ora parte di Stellantis) era detenuta privatamente, con una porzione ancora nelle mani della famiglia Peugeot (dati pre-fusione).

L’utilizzo del solo flottante per il calcolo della ponderazione può influenzare il peso di una società nell’indice. Ad esempio, la ponderazione di una società con un flottante ridotto sarà significativamente inferiore rispetto a quella che avrebbe se tutte le sue azioni fossero liberamente negoziabili sul mercato.

Chi entra e chi esce dall’indice?

La composizione dell’indice CAC 40 è rivista ogni trimestre da un comitato indipendente, denominato «Conseil Scientifique des Indices» (Consiglio Scientifico degli Indici). Questo consiglio analizza le principali azioni quotate su Euronext Paris sulla base di diversi criteri, tra cui i principali sono:

  • la capitalizzazione di mercato flottante;
  • il fatturato della società (come indicatore della sua rilevanza economica);
  • la liquidità del titolo (ovvero la facilità con cui può essere comprato e venduto);
  • il volume degli scambi.

Sulla base di regole quantitative, il Consiglio Scientifico degli Indici (CSI) può decidere di sostituire una società del CAC 40 con un’altra, spesso scelta tra le società del CAC Next 20 (un indice che raggruppa i 20 candidati più probabili a entrare nel CAC 40). Tuttavia, la decisione finale spetta al CSI, che cerca anche di valutare la stabilità e la continuità dei cambiamenti nell’indice per evitare sostituzioni troppo frequenti. È importante notare che la lista dei membri del Consiglio non è pubblica, al fine di prevenire potenziali reati di insider trading e l’influenza indebita da parte di aziende che potrebbero trarre grande vantaggio dall’ingresso nell’indice.

Un esempio storico di cambiamento è stato quello di Alstom, che fece il suo reingresso nel CAC 40 sostituendo Accor il 21 settembre 2020, quando il gruppo alberghiero subì un forte impatto a causa della pandemia di Covid-19. (Nota: la composizione dell’indice è dinamica e ulteriori cambiamenti sono avvenuti da quella data).

Ripartizione settoriale del CAC 40

L’indice francese è spesso dominato dal settore dei beni di consumo, in gran parte grazie ai rinomati marchi del lusso. Seguono per importanza il settore industriale e quello finanziario. 🛍️🏭🏦

Il grafico sottostante fornisce una rappresentazione indicativa della distribuzione dell’indice per settore (i dati esatti possono variare nel tempo in base alle fluttuazioni di mercato e ai cambiamenti nella composizione dell’indice).

Le “star” del CAC 40

Tra le aziende che tipicamente occupano le prime posizioni dell’indice per capitalizzazione, troviamo i colossi francesi del Lusso, ma non solo. Ecco alcuni esempi significativi (le posizioni e i pesi possono variare):

  • LVMH, Hermès e Kering sono i campioni mondiali del lusso francese. Queste tre aziende sono costantemente tra le maggiori componenti del CAC 40 per peso.
  • L’Oréal, leader mondiale nel settore dei cosmetici, è un’altra presenza fissa nelle prime posizioni del CAC 40, rappresentando una quota importante del peso totale dell’indice.
  • TotalEnergies (precedentemente nota come Total) è stata per lungo tempo una delle società più capitalizzate del CAC 40. Il gigante petrolifero francese, ora impegnato anche nelle energie rinnovabili, mantiene un peso rilevante nell’indice.

La lista indicativa delle imprese del CAC 40 (a fine 2020)

SocietàPeso nell’indice (fine 2020)
LVMH13,79%
L’Oréal10,60%
Sanofi6,76%
Hermès International5,79%
Kering4,47%
Total4,44%
Schneider Electric4,07%
Air liquide4,04%
Airbus3,26%
EssilorLuxottica (all’epoca Essilor)3,17%
Vinci2,75%
Dassault Systèmes2,63%
BNP Paribas2,55%
Pernod Ricard2,54%
Safran2,44%
Axa2,26%
Danone2,20%
Vivendi1,97%
Engie1,73%
Orange1,63%
STMicroelectronics1,61%
Crédit Agricole1,33%
Saint-Gobain1,17%
Legrand1,16%
Capgemini1,11%
Michelin1,10%
Teleperformance1,03%
Stellantis (all’epoca Groupe PSA)0,97%
Thales0,83%
ArcelorMittal0,81%
Worldline0,78%
Carrefour0,76%
Bouygues0,70%
Société Générale0,66%
Veolia0,62%
Alstom0,59%
Publicis Groupe0,48%
Atos0,43%
Renault0,43%
Unibail-Rodamco-Westfield0,31%
Lista delle imprese del CAC 40 e loro peso indicativo a fine 2020. (Nota: la composizione e i pesi sono soggetti a variazioni trimestrali e potrebbero essere cambiati significativamente da questa data).