Il Dow Jones è uno dei tre indici di riferimento negli Stati Uniti (insieme al Nasdaq 100 e all’S&P 500). È addirittura il più antico indice di borsa del mondo! È composto da 30 delle maggiori capitalizzazioni di mercato quotate a New York. 🗽

Per identificare correttamente l’indice, sappi che il codice ISIN del Dow Jones è US2605661048, il suo ticker è DJI. 💡

Charles Dow e Edward Jones

L’indice Dow Jones fu creato il 26 maggio 1896 da Charles Dow e Edward Jones, due soci che volevano misurare la crescita e la vitalità dell’economia americana. Alla sua creazione, l’indice era composto da 12 azioni, principalmente di aziende del settore industriale e in particolare delle ferrovie. 🚂

Charles Dow è anche all’origine della teoria di Dow, punto di partenza dell’analisi tecnica.

Una scommessa vinta da parte loro, poiché ancora oggi molti investitori seguono l’evoluzione della borsa americana grazie all’indice Dow Jones.

L’indice ha saputo adattarsi nel corso della storia includendo più aziende e selezionandole con particolare attenzione per rimanere rappresentativo dell’economia americana. Col tempo, le aziende più datate hanno lasciato il posto ad altre, più recenti, che riflettevano le evoluzioni economiche del paese.

Il Dow Jones è così rimasto un punto di riferimento nonostante le diverse crisi economiche del XX e XXI secolo.

Come viene calcolato il Dow Jones?

A differenza della maggior parte dei grandi indici di borsa, il Dow Jones non è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato delle aziende. È il prezzo delle azioni a determinare il loro peso nell’indice.

Quindi, un’azione che vale il doppio di un’altra avrà un’importanza doppia nel Dow Jones, anche se il valore totale dell’azienda è molto inferiore.

Inizialmente, il Dow Jones era semplicemente la media del prezzo delle 12 azioni. Da allora, è stato necessario tenere conto di fusioni, acquisizioni, stock split (frazionamenti azionari) e, naturalmente, delle modifiche alla composizione dell’indice per mantenere la continuità del suo valore, tanto che una semplice media non ha più senso. Ciò ha portato all’utilizzo di un “divisore”, una variabile che tiene conto di questi cambiamenti strutturali.

Il valore del Dow Jones si ottiene quindi così:

130PrezzoazioneDivisore\frac{\sum_1^{30}{Prezzo_{azione}}}{Divisore}

Storico delle performance del Dow Jones

Il Dow Jones è stato creato nel 1896, valeva allora 40,94 punti. Da allora, l’indice ha seguito una crescita esponenziale, sebbene attraversata da crisi di grande portata. Nel 2021, il suo valore era leggermente superiore a 35.000 punti! 📈

Calcolando la performance annuale dell’indice dal 1988 nella sua versione Total Return, si ottiene una performance storica dell’8,7% annuo. È leggermente inferiore a quella del Nasdaq e paragonabile alla performance dell‘S&P 500.

La performance del Dow Jones è associata a una volatilità storica del 17,36% sullo stesso periodo e del 18,83% dal 2000. È un po’ meno dell’S&P 500, che ha una volatilità del 19,56%, e sensibilmente meno del Nasdaq Composite che si situa al 27,90%. Quindi, il Dow Jones è meno rischioso dei suoi due “colleghi”, nonostante una selezione di azioni più ridotta. Per risolvere questo paradosso, bisogna capire che il Dow Jones seleziona solo aziende molto consolidate e quindi azioni poco cicliche che, per definizione, sono meno volatili.

La composizione del Dow Jones

Quali sono i criteri di selezione del Dow Jones?

Il protocollo di selezione delle azioni del Dow Jones non è pubblico. L’emittente dell’indice precisa inoltre che le sue scelte non sono puramente quantitative. È necessario che la società abbia la sua sede principale negli Stati Uniti, che abbia una “buona reputazione” e una crescita sostenuta.

Il comitato di selezione dell’indice è composto da tre rappresentanti di S&P Dow Jones e due rappresentanti del Wall Street Journal. Questo comitato si riunisce solo se la composizione dell’indice deve essere rivista, quindi non esiste un calendario vero e proprio.

Per non distorcere la sua composizione, il comitato si assicura anche che l’azienda le cui azioni sono le più costose non pesi dieci volte più di quella con le azioni meno costose.

Uno degli obiettivi principali del Dow Jones è essere rappresentativo dell’economia americana. In uno dei suoi ultimi ribilanciamenti, l’indice ha così integrato la società Salesforce, leader nel software di gestione delle relazioni con i clienti, a scapito del produttore di petrolio ExxonMobil.

Ripartizione settoriale del Dow Jones

Grazie alla politica di diversificazione dell’indice, il Dow Jones beneficia di una buona diversificazione. I titoli tecnologici hanno una quota leggermente più importante rispetto agli altri settori (20,8% dell’indice). Seguono l’industria e la sanità.

Il grafico sottostante mostra la distribuzione dell’indice per settore di attività.

Le aziende di punta del Dow Jones

Tra le aziende che fanno parte del Dow Jones, troviamo imprese ben note in tutto il mondo. Pensiamo, in particolare, a:

  • ai giganti dell’informatica, Apple e Microsoft; 💻
  • alla banca d’investimento Goldman Sachs; 🏦
  • all’azienda di abbigliamento sportivo Nike. 👟

Ecco la composizione dell’indice ad agosto 2020:

SocietàPeso
UnitedHealth Group7.12%
Goldman Sachs6.97%
The Home Depot5.42%
Boeing5.00%
Microsoft4.73%
Amgen4.68%
Visa Inc.4.55%
Caterpillar Inc.4.50%
Honeywell4.34%
McDonald’s4.34%
Salesforce4.32%
The Walt Disney Company3.97%
3M Company3.76%
Johnson & Johnson3.24%
JPMorgan Chase3.16%
The Travelers Companies3.16%
American Express2.99%
Nike2.80%
Walmart2.69%
IBM2.60%
Procter & Gamble2.59%
Apple Inc.2.44%
Chevron Corporation2.27%
Merck & Co.1.52%
Dow Inc.1.31%
Intel1.27%
Verizon1.16%
The Coca-Cola Company1.05%
Walgreens Boots Alliance1.03%
Cisco Systems0.98%
Composizione del Dow Jones

Come investire nel Dow Jones?

Abbiamo visto in precedenza che il Dow Jones è composto da sole 30 aziende e che queste ultime fanno parte delle maggiori capitalizzazioni di mercato americane. Inoltre, il Dow Jones è un indice di borsa di riferimento a livello mondiale. Potrai quindi trovare molto facilmente ETF che replicano la performance del Dow.

Un ETF è un fondo indicizzato quotato in borsa. Il suo obiettivo è appunto replicare un determinato indice di borsa.

I principali fornitori di fondi indicizzati, come Amundi, Lyxor o iShares, commercializzano ETF che replicano il Dow Jones con ottima precisione. La performance cumulata su 5 anni dell’ETF Amundi Dow Jones Industrial Average UCITS ETF è persino del 98.62% contro il 98.29% dell’indice (dati storici potrebbero variare). Questa leggera sovraperformance è resa possibile grazie al prestito/impiego di titoli.

Qui troverai l’elenco degli ETF sul Dow Jones sui quali puoi facilmente investire. 🧐

I più avventurosi tra voi potranno anche utilizzare futures su indici o CFD. Si tratta di prodotti derivati che permettono ugualmente di esporsi alle variazioni dell’indice, ma che offrono un effetto leva. Questi strumenti finanziari permettono anche di vendere allo scoperto per scommettere sul ribasso dell’indice.

Quali sono le alternative al Dow Jones?

Il Dow Jones, un indice troppo ristretto?

Il Dow Jones “pesa” solo 8.000 miliardi di dollari, ovvero poco meno di un quarto della market cap dell’S&P 500, che è di 33.000 miliardi di dollari.

Con sole 30 aziende, il Dow Jones è quindi piuttosto ristretto. Ciò pone un problema di diversificazione e un rischio di concentrazione. Se investi nel Dow Jones, sei alla mercé di uno scandalo o di un fallimento di una delle sue 30 componenti. La prudenza suggerisce quindi un indice più diversificato. 🛡️

La ponderazione del Dow Jones è discutibile

L’indice americano è uno dei rari indici ad essere ancora calcolato sulla base dei prezzi delle azioni. Se questo era più semplice in passato, oggi non è più giustificato. Il gigante Apple si trova in 22ª posizione con una capitalizzazione di mercato tuttavia 10 volte superiore a quella di The Home Depot che è in 3ª posizione. Non siamo affatto convinti che ciò sia pertinente. 🤔

Privilegia l’indice S&P 500 per investire negli Stati Uniti

Per seguire il mercato americano e investirvi, il Nasdaq 100 e l’S&P 500 appaiono come le due principali alternative.

  • Il Nasdaq 100 è composto da 100 società, tuttavia la sovra-rappresentazione tecnologica all’interno dell’indice non gli permette di essere rappresentativo dell’economia americana.
  • L’S&P 500, invece, è composto dalle 500 maggiori capitalizzazioni di mercato americane, indipendentemente dalla loro piazza di quotazione (New York Stock Exchange o Nasdaq).

L’S&P 500 è quindi l’indice di borsa che sarà più rappresentativo della vitalità economica delle grandi aziende americane. È anche quello più diversificato.

Dal nostro punto di vista, in un portafoglio di gestione indicizzata o in una strategia di gestione passiva, dovresti privilegiare gli ETF S&P 500. Per una copertura ancora più ampia, puoi anche associarlo al Russell 2000, l’indice delle small cap americane (piccole capitalizzazioni).