Lo STOXX Europe 600, o più semplicemente STOXX 600, è uno degli indici di borsa di riferimento per l’Europa. È pubblicato da STOXX Ltd., oggi una controllata di Qontigo (parte di Deutsche Börse), che gestisce anche l’EURO STOXX 50. L’indice replica la performance di 600 tra le maggiori società per capitalizzazione di mercato di 17 paesi europei (inclusi paesi non appartenenti all’Eurozona come Regno Unito e Svizzera) e rappresenta circa il 90% della capitalizzazione di mercato europea, ovvero circa 9.400 miliardi di euro (valore indicativo e variabile nel tempo). 🌍

Per seguire il valore dell’indice, sappi che il suo codice ISIN (per la versione Price Return in EUR) è EU0009658202 e il suo ticker è SXXP.

Come viene calcolato lo STOXX 600? ⚙️

Lo STOXX 600 è un indice di borsa ponderato per la capitalizzazione (capitalization-weighted). Ciò significa che il peso di ciascuna componente è proporzionale alla sua capitalizzazione di mercato. Lo STOXX 600 è anche un indice basato sul flottante (free-float): vengono conteggiate solo le azioni effettivamente disponibili sul mercato finanziario per la negoziazione pubblica. Sebbene sia una prassi comune, ciò può influenzare la ripartizione dell’indice. Ad esempio, un’azienda con una valutazione di 100 miliardi di euro, ma di cui solo il 10% delle azioni è quotato in borsa (flottante), avrà un peso inferiore rispetto a un’azienda valutata 20 miliardi di euro ma con il 100% delle azioni flottanti.

Devi anche sapere che il valore dell’indice comunicato da STOXX per impostazione predefinita e generalmente ripreso dai media non tiene conto dei dividendi; si parla di indice Price Return (PR). Per ottenere la “vera” performance dell’indice, devi fare riferimento alla sua versione Total Return (TR), la quale reinveste i dividendi nel tempo. Esistono versioni Net Total Return (NTR), che considerano i dividendi al netto delle ritenute fiscali applicate alla fonte, e Gross Total Return (GTR), al lordo di tali ritenute.

Storico delle performance dello STOXX 600 📈

L’indice STOXX 600 è stato creato il 31 dicembre 1991 con un valore iniziale di 100 punti; l’indice ha superato nel corso del 2021 i 474 punti (versione Price Return). Il suo valore è quindi stato moltiplicato per quasi 5 volte in 30 anni. Ma questa performance è molto incompleta. Come abbiamo visto poco sopra, ignora totalmente i dividendi. Ora, lo STOXX 600 è essenzialmente costituito da aziende mature, la cui quota di utili ridistribuiti sotto forma di dividendi è importante.

L’indice Net Total Return (NTR), che incorpora i dividendi al netto delle imposte alla fonte, ha superato i 1000 punti nello stesso periodo di riferimento. In trent’anni, l’indice è stato quindi moltiplicato per più di 10 volte; ciò corrisponde a una performance annua media di circa il 7,9% (NTR in EUR).

I grafici sottostanti ti permettono di apprezzare la performance storica dello STOXX 600 nelle sue due versioni (Price Return e Total Return).

La sua performance è associata a una volatilità storica di circa il 19,56% (dato riferito a un periodo specifico). Questo lo rende un indice comparabile, in termini di rischio su certi periodi, ad altri grandi indici azionari.

È peraltro ricco di insegnamenti notare che, ad esempio, la performance di un indice nazionale come il FTSE MIB TR (Total Return) può differire significativamente. Confrontando lo STOXX 600 con indici meno diversificati, emerge spesso il vantaggio della diversificazione finanziaria: potenzialmente ridurre il rischio senza degradare eccessivamente il rendimento, o addirittura migliorandolo su certi orizzonti temporali!

La composizione dello STOXX 600 🇪🇺

Quali sono i criteri di selezione dello STOXX 600?

La metodologia dello STOXX 600 è la seguente (semplificata):

  • Ogni trimestre, le società dell’universo STOXX Europe Total Market Index (TMI) vengono classificate in base alla capitalizzazione di mercato del flottante, in ordine decrescente.
  • Le prime 550 società per capitalizzazione entrano (o rimangono) nell’indice.
  • L’indice viene completato con le società che facevano già parte dell’indice nel trimestre precedente e che si trovano tra la 551ª e la 750ª posizione.
  • Se necessario (cioè se non si raggiungono ancora le 600 componenti), l’indice viene completato con le successive società più grandi dell’universo TMI, fino ad arrivare a 600.

Questo metodo permette di conservare una certa stabilità nella composizione dell’indice nel tempo, evitando eccessivi turnover.

Bisogna anche tener presente che l’emittente, preoccupato della capacità di investire nell’indice (replicabilità), seleziona solo società con una liquidità sufficiente: il volume di scambio giornaliero medio su 3 mesi deve raggiungere almeno un milione di euro.

Ripartizione settoriale dello STOXX 600

Nonostante l’assenza di una politica esplicita di diversificazione settoriale nella costruzione dell’indice, lo STOXX 600 beneficia comunque di una buona diversificazione grazie al gran numero di componenti. I settori Finanziario e Industriale hanno spesso le quote maggiori, ad esempio rispettivamente con il 16,5% e il 15,5% (dati indicativi e variabili). Il grafico sottostante fornisce un esempio della distribuzione dell’indice per settore di attività.

Le aziende faro dello STOXX 600

Tra le maggiori capitalizzazioni di mercato dello STOXX 600, non sorprende ritrovare marchi noti al grande pubblico, sebbene non sia il caso di tutte. La composizione esatta e le ponderazioni cambiano nel tempo, ma ecco alcuni esempi di aziende che spesso figurano tra le prime posizioni:

  • La società svizzera Nestlé (alimentare) è spesso prima o tra le primissime, con una ponderazione che può aggirarsi attorno al 2,9%.
  • L’azienda olandese ASML Holding (semiconduttori) è tipicamente classificata nelle prime posizioni, ad esempio con il 2,3%.
  • Il colosso del lusso LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton (francese) è anch’esso costantemente nelle prime posizioni, ad esempio con l’1,6%.
  • Altre aziende di grande peso includono spesso Novo Nordisk (farmaceutica, danese), Roche (farmaceutica, svizzera), Shell (energia, britannica), AstraZeneca (farmaceutica, britannico-svedese), e Novartis (farmaceutica, svizzera).

Come investire nello STOXX 600? 💰

Il modo più semplice per “cavalcare” la performance dell’indice europeo è utilizzare un ETF (Exchange Traded Fund). Un ETF è un fondo indicizzato quotato in borsa. In altre parole, il suo obiettivo è proprio quello di seguire la performance di un dato indice il più precisamente possibile. Per riuscirci, l’ETF sarà composto dalle 600 aziende dell’indice, nelle proporzioni adeguate.

I fornitori di fondi indicizzati come Amundi, Lyxor (ora parte di Amundi), Xtrackers (DWS) o iShares (BlackRock) commercializzano ETF che replicano lo STOXX 600 con buona precisione. La performance cumulata su 5 anni di un ETF Amundi sullo STOXX 600 (fino a una certa data di riferimento) è stata, ad esempio, del 54,52% contro il 54,09% dell’indice Total Return. Questa leggera sovraperformance, quando si verifica, può essere dovuta a tecniche di ottimizzazione come il prestito titoli, che generano un piccolo extra rendimento per il fondo.

Quali sono le alternative allo STOXX 600? 🤔

Evita l’EURO STOXX 50 per una maggiore diversificazione

Sebbene più popolare tra alcuni investitori per la sua focalizzazione sulle “blue chip” dell’Eurozona, l’EURO STOXX 50 è un indice meno adatto se cerchi una più ampia diversificazione europea. Per due ragioni:

  • In primo luogo, con solo 50 azioni, è molto meno diversificato rispetto alle 600 dello STOXX 600.
  • In secondo luogo, è limitato alle sole azioni dell’Eurozona, a differenza dello STOXX 600 che integra tutta l’Europa geografica, inclusi mercati importanti come Regno Unito e Svizzera.

Ad esempio, Nestlé o Roche sono assenti dall’EURO STOXX 50, mentre queste due società svizzere sono tra le prime posizioni dello STOXX 600, a testimonianza della loro importanza.

Se stai pensando di costituire un portafoglio azionario con un approccio di gestione passiva, dovresti privilegiare gli ETF europei che replicano lo STOXX 600 per una migliore rappresentazione del mercato azionario europeo nel suo complesso.

L’MSCI Europe

Un’altra valida alternativa è orientarsi verso ETF sull’MSCI Europe. Con le sue circa 430 azioni (il numero può variare), questo indice rappresenta circa l’85% della capitalizzazione di mercato flottante europea, leggermente meno dello STOXX Europe 600 (che copre circa il 90%). La performance e la composizione settoriale e geografica dei due indici sono generalmente molto simili.

Attenzione a non limitarsi all’Europa 🌍

Fai attenzione al tuo home bias (o “distorsione domestica”), che ti spingerà naturalmente a privilegiare gli investimenti che conosci bene. L’Europa, in quanto zona economica di primo piano, ha tutto il suo posto nel tuo portafoglio, ma non dovrebbe essere l’unica zona coperta.

Sebbene il peso economico dell’Europa e degli Stati Uniti sia comparabile in termini di PIL, lo STOXX 600 rappresenta solo una frazione (circa un quarto in termini di capitalizzazione in certi periodi) di quella dell’S&P 500. E le economie emergenti beneficiano spesso di una crescita economica più vigorosa rispetto ai paesi sviluppati. Sarebbe un peccato privarsene. Ecco, come minimo, gli indici a cui dovresti interessarti per una diversificazione globale:

  • L’S&P 500, per investire negli Stati Uniti;
  • Il Nikkei 225 o il Topix, per investire in Giappone;
  • L’MSCI Emerging Markets, per investire nei paesi emergenti.
  • Oppure, un indice globale come l’MSCI World (paesi sviluppati) o l’MSCI ACWI (All Country World Index – paesi sviluppati ed emergenti).

Fact Sheet dell’indice (i link potrebbero variare, fare riferimento al sito STOXX): Total Return (esempio) | Price Return (esempio)